Libertà e Responsabilità

Non so cosa sia la libertà. Non so nemmeno se si possa essere pienamente liberi o parzialmente liberi. Sono convinta però che qualsiasi idea, atteggiamento o attitudine che disprezzi la diversità in qualsiasi sua forma, che imponga dei confini netti e non passaggi sfumati, non faciliti la libertà; che qualsiasi idea che possa non essere applicata a tutti, limiti la libertà. Sono convinta che le credenze popolari, la fede, le buone maniere, i ruoli, le categorie, la politica, la tradizione, il potere, non facilitino la libertà, perché non allenano alla capacità di pensare e di analizzare, e portano come conseguenza la formazione di altrettanti atteggiamenti che la limitino ulteriolmente il pensiero (i bisogni non primari, i sensi di colpa, il senso di solitudine e di abbandono, la paura, la rabbia, l’aggressività, la diffidenza verso il prossimo, l’odio per il diverso ecc); daltronde siamo animali, e cresciti in gabbia, diventiamo anche noi aggressivi e attaccati al territorio; mi verrebbe da pensare che ci siamo anche construiti dei surrogati, come la televisione, che fungono da sedativi, proprio come facciamo con i nostri animali. Quindi di chi è la responsabilità di tutto questo? Di chi è la responsabilità per come questo mondo sia finito? Chi, se non noi, può rivoluzionare tutto questo? Chi, se non noi, può a partire dalla propria vita fino a tutta la cerchia delle persone che lo circonda, fomentare la forza della libertà e dei valori che più ci avvicinano all’Essere Umani? Non vale la pena smattere di rimandare ulteriormente? Chi, tra di noi, davvero è stufo di essere un animale ingabbiato, sedato e illuso che le pareti colorate della sua cella possano davvero portarlo alla felicità?

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