La donna che non riusciva a specchiarsi

C’era una volta una donna molto bella.

Almeno così le dicevano le persone accanto a lei.

La ragazza, infatti, nonostante provasse giorno e notte a specchiarsi, non riusciva ad intravedere la sua immagine riflessa.

Sentendosi continuamente apprezzata, un giorno sentì più che mai il desiderio di vedere con i suoi occhi se era davvero così bella come le dicevano.

Si mise davanti ad uno specchio, determinata e desiderosa di vedere sé stessa.

Per ore rimase immobile di fronte alla liscia ed argentea superficie, ma senza risultati.

Delusa ed affranta si inginocchiò e si lasciò andare alla miriade di pensieri che con forza le si accalcavano nella testa.

Rendendosi conto davvero, per la prima volta in vita sua, della sua situazione, si chiese quale triste futuro l’ettendesse. Lentamente si addormentò, rannicchiata sulla sua ombra, esausta e vuota.

Dolcemente l’avvolse l’oscurità, il sogno.

In esso, si svegliò nel suo tiepido letto e per l’ennesima volta si avvicinò allo specchio e vi guardò attraverso; vide la sua stanza e l’ombra scura del suo corpo proiettata dai deboli raggi del sole.

Assente e pensierosa uscì.

Cominciò a vagare senza meta per le strade di un paese a lei sconosciuto.

Le sembrò di avanzare per ore attraverso quell’intricato labirinto di vicoli stretti e bui, e quando si trovò al centro di quel paese, in una piazza ampia e molto luminosa, dovette chiudere gli occhi fino a quando non si fossero abituati a quella luce.

Lentamente alzò le palpebre. Era giorno di mercato, e il piazzale era gremito di gente di ogni razza e nazionalità, età e classe sociale.

Mai aveva visto tante persone insieme.

Si mosse lentamente, assaporando nel suo cuore quel meraviglioso oceano di colori e vi si immerse pienamente, profondamente; e con grande stupore, per la prima volta in vita sua, scorse sé stessa, non riflessa su di una fredda superficie, ma negli occhi della gente.

Con altrettanto stupore si accorse che la sua immagine cambiava continuamente e velocemente, ogni qual volta che i suoi occhi incontravano un nuovo sguardo.

Su di una bimba, lei appariva grande e le sue mani forti e sicure; su di un anziano, il suo riflesso era esile e trasparente, come un velo di seta.

Si svegliò con i primi raggi del sole.

Per un pò rimase ancora seduta sul freddo pavimento, ancora stordita, fissando la sua ombra, che lentamente le girava attorno seguendo la lenta danza dei raggi solari.

-Io posso vedere il mondo, ma non posso vedere me stessa- Sussurrò tra le labbra

-Se non posso vedere me stessa, forse non esisto se non attraverso il mondo- Disse con maggiore fermezza alzando lo sguardo dalla sua ombra e dirigendolo verso il riflesso della sua stanza nello specchio.

Da quel momento dedicò giorno e notte ad osservare ciò che la circondava, imparando in maniera sempre più sensibile ad ascoltare, a cogliere le sfumature sempre più delicate e ad accogliere in sé le infinite e differenti  immagini del mondo che ogni giorno incontrava negli occhi,nel cuore e nei pensieri della gente; e man mano che s’immergeva nel mondo, il suo bisogno di vedersi spariva.

Allora, comprese che ciò che le era più caro non era sé stessa ma il movimento che in lei, ogni attimo della sua vita, le scorreva, fuori e dentro.

Una sera, camminando lentamente lungo il sentiero alberato che l’avrebbe condotta verso casa, vide un’anziana signora seduta su di un tronco. Con le sue dita esili e asciutte, intrecciava con abilità un canestro di vimini.

La donna incuriosita, le si avvicinò.

Quando le fu molto vicina, l’anziana fermò i rapidi movimenti delle sue mani e lentamente alzò lo sguardo e lo posò su di essa.

-Lei è molto bella- Le disse con dolcezza

La giovane donna stava in piedi, immobile, fissando lo sguardo di quella antica figura.

Gli occhi dell’anziana erano opachi e color della nebbia

-Ma lei è….- sussurrò la donna debolmente

-Sì, sono cieca, ma per ciò che mi interessa del mondo, non mi necessitano gli occhi. La vita le ha lasciato un dono prezioso: l’impossibilità di vedersi; non riuscendo a vedersi riflessa, si è cercata negli altri.

Negli altri, ha incontrato infiniti riflessi di sé stessa, ma mai veramente sé stessa.

Negli altri, ha incontrato infiniti riflessi della verità, ma mai la verità stessa, perché essa è al di là di tutto, al di là dei bisogni, al di là dei condizionamenti, al di là dell’appartenenza, al di là dell’uomo.

Con questa comprensione, lei si è fatta sparire,  per comprendere l’essere umano ed immergersi nel mondo.

I suoi occhi non sono concentrati su sé stessa, ma sono spalancati sull’universo..-

Detto ciò, l’anziana chiuse le sue labbra in un dolce ed intenso silenzio.

Le due donne si guardarono ancora qualche attimo, poi, si salutarono soltanto con un abbraccio.

E così, la giovane donna si diresse verso casa, trotterellando allegramente.

Il suo cuore era colmo di entusiasmo per questa nuova realtà.

Cominciò a correre come non faceva da molto; si sentì ancora una bambina e gli alberi cominciarono ad esultare al ritmo del suo cuore mentre, colma di amore per la vita, si dirigeva verso un nuovo, grande, giorno.

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