Fiabe del vecchio scrivano

In un luogo lontano lontano

lavorava con passione un vecchietto scrivano;

l’amore era stato il suo sogno nel tempo,

e la speranza la realtà del suo mondo.

 

Una sera d’innanzi alla boccetta d’inchiostro,

con al fianco il suo caro gatto Cagliostro,

la fiammella scaldava il suo viso,

e la penna descriveva un sorriso.

Il vecchietto ormai era canuto,

il suo corpo diventato ossuto,

ma il suo cuore grande e capiente,

non smetteva di batter potente.

 

Il suo racconto viaggiava lontano,

le parole con eco montano,

rimbalzavan da vetta a vetta,

fino a raggiunger una grande civetta.

Ai piedi del tronco era una donna,

lo sguardo vicino ammirava la gonna,

ma il cuore ricolmo d’amore perduto,

raggiuse lontano il suo uomo ossuto:

 

“Da sempre Tesoro io ti ho amato,

da quando con amore tu mi hai inventata;

con l’inchiostro i miei capelli tu hai colorato,

mentre le labbra con un rosso fiore tagliato.

Da allora i tuoi anni sono volati,

ma sempre in attesa dei tuoi baci fatati,

il mio cuore ricolmo d’eterno amore,

non ha mai perso per te il suo potere.

 

Il vecchietto sorpreso e spaventato

pensò davvero d’esserselo inventato,

ma il suo cuore che da sempre l’amava,

chiamò la sua anima che ridente cantava.

Le dita esili lui le porgeva

e lei con le sue contraccambiava,

e quando i palmi finalmente si sfiorarono,

le loro anime leste si unirono.

 

Da allora volgendo gli occhi alla luna,

sbirciando monello dietro una duna,

alla luce notturna vedrai stagliarsi,

i due corpi che per sempre continueranno ad amarsi.